Sia fatta la mia volonta’ – Redattore Sociale

09:15 , 12 luglio 2012 0
Pubblicato in: Rassegna Stampa

“Sia fatta la mia volontà”: il viaggio impossibile per celebrare un funerale civile in Italia

Redattore Sociale

di seguito il testo dell’articolo:

In molte città non esiste un luogo dedicato e la maggior parte delle persone non ne sa nulla. Documentario dell’associazione Schegge di Cotone con testimonianze di esperti, personaggi, gente comune. Lunedì la presentazione con Ignazio Marino.

ROMA – Una nonna chiede aiuto alle sue tre nipoti per organizzare un funerale: il suo. Ma non vuole un funerale “normale”, lei vuole un funerale laico. Nella maggior parte della città, però, non esiste un luogo dedicato dove svolgere questo tipo di funzione. Ha inizio allora un lungo e tortuoso viaggio attraverso l’Italia per capire le difficoltà di organizzare una cerimonia funebre non religiosa. È questo il tema al centro del documentario “Sia fatta la mia volontà”, realizzato da Paola Bordi, Elisa Capo e Ottavia Leoni dell’associazione “Schegge di cotone”, che sarà presentato lunedì a Roma nel corso di un convegno sui funerali civili e il testamento biologico, in cui interverranno Ignazio Marino, Marina Sozzi, Don Alessandro Santoro e Andrea Beccari.

Il documentario segue il percorso delle tre ragazze che, per rispondere alla volontà dell’anziana signora, devono informarsi e organizzare per tempo la funzione. Innanzitutto si tratta di capire gli aspetti pratici: dove si celebra un funerale civile? Cosa si fa quando in una città non esiste una “sala del commiato”? C’è una ritualità consolidata? Esistono dei “cerimonieri laici”? A queste domande rispondono esperti, personaggi noti ma anche tanta gente comune, che nella maggior parte dei casi non sa neanche dell’esistenza di questa possibilità. “Tutti i funerali sono civili, non ne esistono certo di incivili”, sostiene  la signora del mercato, o ancora “sono quelli della gente comune”, replica un meccanico in un bar convinto che ci sia una differenza con le celebrazioni dei militari.  Ma ci sono anche le testimonianze del responsabile dell’associazione “La Ginestra” con la sua battaglia per ottenere una sala del commiato; di Ascanio Celestini che racconta il funerale in chiesa del padre non credente; di René Andreani e le sue prove anticipate di funerale.

All’interno del racconto il tema incrocia anche la questione più ampia della laicità dello Stato e della libertà di scelta secondo coscienza. Un argomento che viene “esplorato” attraverso esperienze e testimonianze dirette: la scelta controcorrente di Don Alessandro Santoro che scrive una lettera di solidarietà a Beppino Englaro; l’esperienza di Alessandro Bergonzoni come testimonial della Casa dei Risvegli; il dibattito pubblico sul testamento biologico durante la Biennale della Democrazia a Torino; la drammatica situazione di Paolo Ravasin che attraverso un video-testamento esprime la sua volontà di rinunciare all’idratazione e all’alimentazione artificiale.

“Non si può avere la pretesa di raccontare un tema complicato come quello relativo alle scelte personali sugli ultimi momenti della vita in modo esaustivo, né quella di trovare la verità o di approdare ad affermazioni definitive- sottolineano le realizzatrici-. Un viaggio non esplora tutte le strade possibili, a ogni bivio compie una scelta e si lascia alle spalle sentieri che non esplorerà mai. Ad ogni bivio incontra nuove storie, nuove voci, nuovi punti di vista, a volte concordi tra di loro, a volte dissonanti. Il nostro viaggio cerca di tenere insieme tutte questi voci, dando spazio soprattutto a quelle più deboli, a quelle che rischiano di rimanere inascoltate nell’assordante e spesso demagogico frastuono del dibattito pubblico”.

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