Memorie dal Sottosuolo

Memorie dal Sottosuolo

Memorie dal sottosuolo è forse l’opera più profonda e compiuta di Dostoevskij, quella dove la sua filosofia viene espressa in forma pura, e rappresenta uno sconvolgente resoconto del più turpe lato dell’animo umano. L'”uomo del sottosuolo” è un giovane impiegato inconcludente, a disagio con se stesso e in collisione con la società, isolato, con una vita di relazione inconsistente, incapace dilegare con i colleghi d’ufficio come con gli ex compagni di scuola. Ad una cena in onore del tronfio Zverkov, litigherà con tutti e alla fine della serata compirà un ridicolo, ambiguo e fallimentare tentativo di redimere una prostituta, la giovane Lisa. Il protagonista è un uomo superfluo, un antieroe, come lo definisce lo stesso autore, anzi un mascalzone, il più abietto, il più ridicolo, ilpiù dappoco, il più stupido, il più invidioso di tutti i vermi della terra. Eppure la pietà e la simpatia dello spettatore vanno a lui, anche se subito, in apertura, toglie al pubblico ogni illusione sulla sua vera natura: Io sono una persona malata… sono una persona cattiva. Un uomo dunque sofferente,ma consapevole, anzi consapevole perché sofferente. Dirà infatti, più avanti: La sofferenza, questa è l’unica causa della consapevolezza. E ancora: Vi giuro, signori, che l’esser troppo consapevoli è una malattia, un’autentica, assoluta malattia. La consapevolezza finisce per generare inerzia, ci allontana dalla vita e dalla azione, ci rende estranei e diversi: Io sono solo, e loro invece sono tutti, dirà sconsolato il protagonista. Un’opera dell’Ottocento che conserva un’incredibile vitalità, un testo di quelli che ti leggono dentro.

Lo spettacolo

Il progetto nasce dalla volontà di de Robertis e Naglieri di ritrovarsi in un lavoro a quattro mani dopo l’esperienza di “Diario di un pazzo” di N. V. Gogol, allestito e proposto tra il 2001 e il 2007.Ancora una volta si è deciso di occuparsi di un grande autore russo in linea con l’estrazione artistica dei due. Entrambi, infatti, svolgono attività di docenza presso l’Accademia d’Arte Drammatica “P.Scharoff” di Roma, prima scuola in Italia ad adottare il Sistema Stanislawskij dal 1946. Il lavoro su “Memorie dal sottosuolo” si sta indirizzando verso un incontro tra naturalismo e astrazione con l’obiettivo di sottolineare la grande contemporaneità della ricerca di Dostoevskji. Lo spettacolo ha debuttato a Ottobre 2010 presso la Casa delle Culture di Roma.

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