Documentario – Sia Fatta la Mia Volontà

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Organizzare un funerale civile in Italia non è sempre semplice: nella maggior parte della città non esiste un luogo dignitoso dove svolgerli, molte persone pensano addirittura che non sia possibile celebrare un rito diverso da quello religioso e spesso, pur ritenendosi non-cattolici, non vedono altra alternativa a quella di recarsi in chiesa. Il documentario segue il percorso di tre ragazze che, per rispondere alla chiamata di soccorso della propria nonna, devono informarsi e organizzare per tempo un funerale civile. Inizia così un viaggio ironico e irriverente intorno al tema della morte. In primo luogo gli aspetti pratici che riguardano l’organizzazione di un funerale: Dove si celebra un funerale civile? Cosa si fa quando in una città non esiste una “sala del commiato”? C’è una ritualità consolidata per i funerali civili? Esistono dei “cerimonieri laici” che possano supportare i presenti durante lo svolgimento della funzione? A queste domande rispondono esperti, personaggi noti e gente della strada: la signora del mercato che afferma che non esistono “funerali incivili”, il presidente della FIC, la direttrice dell’associazione Ariodante Fabretti, il meccanico che pensa che civile sia il contrario di militare, le onoranze funebri che ne fanno una questione di religione, il responsabile dell’Associazione “La Ginestra” con la sua battaglia per ottenere una sala del commiato.

Questo viaggio le porta anche a confrontarsi con le testimonianze e le esperienze di chi ha dovuto affrontare una situazione del genere: storie di difficoltà, di persone che per rispettare le volontà dei propri congiunti si sono trovate in funerali “costretti” nelle camere mortuarie degli ospedali, o nei piazzali dei cimiteri; ma anche storie d’impegno e di creatività in cui la prontezza di spirito dei familiari ha invece contribuito alla creazione di un “rituale” originale e emotivamente coinvolgente. Testimonianze di personaggi noti e di persone comuni: la signora Lucia che ripercorre la fatica ma anche il conforto di organizzare il funerale di sua madre; Ascanio Celestini che racconta il funerale in chiesa del padre non credente; René Andreani e le sue prove anticipate di funerale; Giulio Casale e il suo ricordo positivo di una cerimonia triste ma al tempo stesso vitale.

Non solo funerali

Il viaggio le porta poi a confrontarsi con un tema ben più ampio dell’organizzazione, seppur complicata, di un funerale civile: quello più generale del diritto alla libertà di scelta. Essere liberi di scegliere sulla propria morte non significa soltanto decidere con quale tipo di rito si debba essere salutati, o quale destino debba avere il proprio corpo una volta finita la cerimonia, ma anche poter decidere sulle delicate questioni del fine vita: poter decidere quali trattamenti sanitari rifiutare e quali accettare, poter esprimere chiaramente la propria volontà oggi per quando non saremo più in grado di esprimerla direttamente, poter autodeterminare quando i trattamenti sanitari diventano così gravosi da non permettere più una condizione di vita dignitosa. E’ il tema più generale della laicità dello Stato: laicità che non significa essere contro qualcosa, ma lasciare ai singoli la libertà di decidere e metterli nelle condizioni di poter scegliere ognuno secondo la propria coscienza, senza che le posizioni dell’uno prevarichino quelle dell’altro.

Anche questo argomento viene “esplorato” attraverso esperienze e testimonianze dirette: la scelta controcorrente di Don Alessandro Santoro che scrive una lettera di solidarietà a Beppino Englaro; l’esperienza di Alessandro Bergonzoni come testimonial della Casa dei Risvegli; il dibattito pubblico sul testamento biologico durante la Biennale della Democrazia a Torino; la drammatica situazione di Paolo Ravasin che attraverso un video-testamento esprime la sua volontà di rinunciare all’idratazione e all’alimentazione artificiale.

Un viaggio, molte storie

Non si può avere la pretesa di raccontare un tema complicato come quello relativo alle scelte personali sugli ultimi momenti della vita in modo esaustivo, né quella di trovare la verità o di approdare ad affermazioni definitive. Un viaggio non esplora tutte le strade possibili, a ogni bivio compie una scelta e si lascia alle spalle sentieri che non esplorerà mai. Ad ogni bivio incontra nuove storie, nuove voci, nuovi punti di vista, a volte concordi tra di loro, a volte dissonanti. Il nostro viaggio cerca di tenere insieme tutte questi voci, dando spazio soprattutto a quelle più deboli, a quelle che rischiano di rimanere inascoltate nell’assordante e spesso demagogico frastuono del dibattito pubblico.

per info e acquisto: elisa@scheggedicotone.com

Informazioni
  • Durata: 1 ora e 20 minuti
  • Soggetto: Emanuele Di Giacomo e Ottavia Leoni
  • Diretto e interpretato da: Ottavia Leoni, Elisa Capo, Paola Bordi
  • Con la partecipazione di: Cesara Pagani, Ascanio Celestini, Giulio Casale, Ignazio Marino,Don Alessandro Santoro, Alessandro Bergonzoni, Paolo Ravasin
  • Montaggio: Krieath
  • Musiche originali: Gabriele Ortenzi

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