Fratelli d’Italia

Fratelli d'ItaliaIntroduzione

Nel  2011 ricorrerà l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Questo delicato passaggio storico porta il nome di Risorgimento per richiamare l’idea di resurrezione della nazione italiana attraverso la conquista dell’unità nazionale per lungo tempo perduta. Un termine che richiama i sacrifici, le lotte, le battaglie e le conquiste che sono state necessarie per arrivare a diventare un’unica nazione. Un termine che evoca celebrazioni, festeggiamenti e la visione idealizzata di un popolo unito che lotta per la sua libertà. Molte delle manifestazioni dell’anno prossimo avranno probabilmente questo approccio.

Noi abbiamo scelto di raccontare ai ragazzi qualcosa di diverso. Il processo di unificazione nazionale è stato un passo fondamentale e positivo per la nostra storia, ma tutt’altro che semplice. Volevamo raccontare anche la storia di quelli che hanno perso, degli sconfitti. Non ci interessava un percorso agiografico e celebrativo che per noi sarebbe stato certamente più facile. Abbiamo voluto cercare altre voci, altri punti di vista.

Abbiamo scelto di raccontare la storia della fortezza borbonica di Civitella del Tronto. La fortezza si arrese alle truppe piemontesi il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione ufficiale dell’Unità d’Italia, quando ormai la guerra era già terminata da tempo. I soldati della fortezza  si sentivano italiani e lottavano per difendere non l’Italia, ma uno Stato più piccolo che comunque consideravano italiano. Lottavano contro quello che ritenevano un esercito straniero e invasore. Sul fronte opposto altri italiani combattevano per costruire una sola Italia, aldilà delle differenze regionalistiche e degli interessi locali di pochi. E non soltanto italiani del Nord, ma migliaia di giovani “meridionali” accorsi ad ingrossare le fila dei volontari garibaldini.

Noi ci siamo immaginati due fratelli, che appartengono ai due opposti schieramenti. Uno è rimasto fedele al suo vecchio stato, l’altro lotta per costruire una nuova nazione. Entrambi si sentono italiani, ma non riescono a trovare un accordo perché alla parola “italiano” ognuno dà un significato diverso. Che cosa significa essere italiano? Fin dove può spingerci un ideale? Quali azioni può giustificare? Le differenze ci separano o sono una risorsa? Che cosa significa diverso?

Questo ci interessava della storia, cercare domande che siano attuali anche per il mondo in cui viviamo oggi. Abbiamo lavorato sui dubbi piuttosto che sulle certezze, abbiamo evitato le risposte preconfezionate, che sarebbero state sicuramente più facili sia per noi che per i ragazzi. Abbiamo cercato un percorso che stimolasse gli studenti a riflettere, che non risolvesse ogni dubbio con la fine dello spettacolo, ma che al contrario fosse il punto di partenza per ulteriori approfondimenti.

 

La Sinossi

Lo spettacolo ruota intorno agli ultimi giorni dell’assedio alla fortezza borbonica di Civitella del Tronto (TE). La vicenda è raccontata attraverso gli occhi di due fratelli che si trovano a combattere sui due fronti opposti.

Uno si batte per difendere la propria patria, il Regno delle Due Sicilie, da quello che considera un esercito straniero e invasore. L’altro ha scelto invece di unirsi ai volontari garibaldini, e lotta per costruire uno stato nuovo, che vada oltre le divisioni esistenti. In questa situazione, trattata in maniera tragicomica,  arriveranno a complicare le cose anche un generale delirante, un soldato-cuoco con le sue disgustose ricette, due ambasciatori con i loro linguaggi maccheronici, le improbabili rievocazioni di Mazzini e Garibaldi, improvvisati tamburini e volontari garibaldini pescati tra i ragazzi del pubblico. Tanti frammenti di storia per raccontare in modo critico e non banale un passaggio fondamentale del nostro passato.

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