Vecchie usanze

Da: “Nuove usanze per tutti. Galateo del Novecento”, di Vanna Piccini, Edizioni Mani di Fata. Anno 1938.
Il libro, come si legge nella prefazione, è dedicato alla donna, che ha un posto eminente nella società a patto che “sia soprattutto donna, votandosi a un uomo, il marito, rientrando definitivamente nella famiglia”.
Sempre della prefazione:
Nella civiltà fascista – l’unica che abbia rivelato la sua possente virilità dopo la civiltà romana – Vi è per la donna un altare da salire, che non è tanto quello delle arti e delle professioni, ove la donna non potrà mai trovare la felicità a cui aspira, ma l’altare che si sale con l’uomo alla destra; l’uomo, soldato di una Nazione la cui ricchezza è nei figli, l’altare da cui guarda la Protettrice delle madri con in braccio il Primo dei figli.
Non male per un libro di galateo. Dio, Patria, famiglia, tutto in poche righe. Perché forse qualcuno pensava che ci fosse anche un modo gentile di essere fascista, fatto di piccoli gesti quotidiani, come il saluto.
Tags: curiosità, fascismo, galateo
Pubblicato martedì, 19 giugno, 2012 alle 13:41
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