Loop

Loop
11:48 , 25 giugno 2011 0
Pubblicato in: Blog

Oggi ho acceso di nuovo la tv, era un po’ che non lo facevo. Ultimamente la guardo molto poco e il mio non è un discorso snob, tipo alcuni pseudo-intellettuali giovanilisti che ogni tanto mi capita di incontrare e che dicono “io la televisione non la guardo, neanche ce l’ho in casa, bla bla bla”. Li odio. Io, quando mi capita, la guardo e guardo qualsiasi cosa, da Anno Zero al Grande Fratello. Ho visto perfino una puntata di Tamarreide. Il fatto è che in terrazza ho un’antenna comunista che prende soltanto i canali Rai e quando le gira male neanche quelli. Così un po’ alla volta ho perso l’abitudine di tenerla accesa, anche perché tenerla accesa senza un canale sintonizzato non mi sembra molto intelligente; e adesso mi capita che per un paio di settimane mi dimentico perfino che esiste, la televisione. Prima o poi mi deciderò a chiamare un antennista.

Comunque stasera l’ho accesa e sono capitato sul tg1. I titoli del tg1 erano questi: problema rifiuti a Napoli, necessità di fare una legge sulle intercettazioni, un’intervista a Marcello Lippi. L’unica novità era un nome diverso per il caso di cronaca del giorno, ma non seguendo la tv da un po’ non sono riuscito a capire bene a che punto fossero le indagini. E’ stato in quel momento che mi sono chiesto: ma chi è che ha schiacciato il tasto “repeat” sulla nostra vita? Possibile che le notizie siano le stesse di due anni fa? O erano quattro anni fa? Sono soltanto io che ho la sensazione di vivere in un loop continuo che si ripete identico da troppi anni? Ma davvero stiamo ancora parlando delle intercettazioni?

E’ triste che l’unico modo per capire in che anno siamo sia il nome della vittima di turno su cui i media hanno deciso di puntare i riflettori. Finirà che domani incontrerò di nuovo quegli pseudo-intellettuali giovanilisti e dovrò dar loro ragione. E questa è la cosa che mi dà più fastidio. Bugia. In realtà, la cosa che mi dà più fastidio è che ho la sensazione che di cose, nel mondo, ne succedano tante. Mi sembra che ci sia più gente incazzata, e anche più gente che si muove per fare qualcosa. E forse sia gli uni che gli altri non arriveranno da nessuna parte, ma ho la sensazione che comunque lì succedano delle cose più vere di quello che vedo in un tg.

Guardo la tv e mi sembra che alcune cose, invece, succedano solo lì dentro. Non sto parlando del cambio di look della Tatangelo o delle nuove tendenze di Pitti bimbo, quella è la parte di non-telegiornale divertente. E’ davvero necessario informarci di ogni singolo passo dell’iter della legge sulle intercettazioni? O delle polemiche all’interno dell’opposizione? Ora che so che Di Pietro e Vendola oggi hanno avuto un “piccolo screzio”, sono più informato? Se non guardi la tv ti dimentichi dell’emergenza sicurezza (perché in Italia non c’è un’emergenza sicurezza). Ti dimentichi dell’emergenza profughi (perché non c’è neanche un’emergenza profughi, ma solo una gestione idiota del problema e ne riparleremo tra qualche mese). Potresti arrivare a dimenticarti perfino dell’esistenza di Calderoli.

Poi il telegiornale è finito ed è iniziato Da Da Da. E lì ho capito. Non siamo in un loop. Stiamo tornando indietro, per questo tutto quello che vedo ho la sensazione di averlo già visto.

P.S.: in realtà una notizia nuova il tg1 l’ha data. A New York hanno approvato la legge sui matrimoni omosessuali, grazie ai voti favorevoli di quattro deputati dell’opposizione. Una legge che ha scatenato entusiasmi e, secondo il tg1, altrettante proteste. Che però nel servizio non c’erano. C’erano solo le strade in festa e un vescovo triste. Forse qualcuno dovrebbe informarli che un vescovo triste in America non se lo fila nessuno.

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Scritto da Roberto Caporilli

la mia biografia in poche righe.

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