L’evoluzione dei nerd

L'evoluzione dei nerd
16:54 , 4 agosto 2012 1
Pubblicato in: Blog

Una delle implicazioni più importanti della teoria dell’evoluzionismo è che se esiste una stranezza in natura, deve esistere per un motivo. Che sia un miglioramento o un vincolo adattativo, o un carattere ancestrale, DEVE esserci una spiegazione. A questo punto mi sono chiesto: perché esistono i nerd? Naturalmente la società umana negli ultimi secoli non è stata influenzata solamente dall’evoluzione naturale, ma anche e soprattutto da quella culturale, quindi la domanda lascia il tempo che trova. Poi scopro che i nerd (o qualcosa di simile) esistono anche in altre specie, e allora mi viene voglia di indagare.

Intanto partiamo dal classico nerd da immaginario collettivo: gracilino, poco attraente, occhialuto, poco peloso… Perché poco peloso? C’è un collegamento tra i peli e l’essere nerd? In realtà il nerd viene descritto spesso come una specie di bambinone e i peli sono associati alla maturità sessuale, quindi forse un collegamento c’è. E perché gli umani, a parte qualche raro esempio, sono molto meno pelosi delle altre scimmie? Siamo forse i nerd dei primati?

Partiamo dei peli dei nostri antenati. Naturalmente non sono il primo a farsi questa domanda, e generazioni di scienziati (spesso nerd) hanno avanzato ipotesi diverse; le più accreditate sono quelle della difesa dai parassiti, della termoregolazione e e dell’origine semi-acquatica di un nostro progenitore ( a parte quella della necessità di una maggiore esposizione agli ultravioletti per la sintesi della vitamina D che ho trovato in giro per la rete ma senza nessun articolo scientifico a supporto) . Tutte situazioni in cui non avere peli costituisce un vantaggio evolutivo diretto. L’evoluzione spesso funziona così (un tratto si sviluppa perché vantaggioso) ma non è l’unico meccanismo in gioco: a volte un tratto si sviluppa semplicemente perché associato ad un’altra mutazione vantaggiosa e fintanto che non è negativo, si diffonde insieme alla mutazione principale. Altre volte partiamo da un vincolo adattativo precedente, e quindi le cose si sviluppano a ritroso prendendo strade più tortuose. E questo ci permette di andare ad esaminare ipotesi più affascinanti, come la domesticazione o la pubertà ritardata.

Partiamo dalla domesticazione: Il cane è l’esempio più semplice di animale domestico, il processo di domesticazione è avvenuto intorno a diecimila anni fa, il cane è un discendente diretto del lupo ma ha caratteristiche molto meno aggressive, sia dal punto di vista caratteriale che da quello fisico. Un esperimento nato in Siberia negli anni cinquanta ci spiega bene il concetto di caratteri che mutano insieme durante l’evoluzione. Questo scienziato russo, Dmitri Belyaev, si era messo in testa di addomesticare le volpi tramite selezione naturale. L’idea era semplice: prendo una cucciolata e seleziono gli individui più docili, quelli che ad esempio non scappano via quando offro loro del cibo. Questi saranno i progenitori della cucciolata successiva, a cui applico lo stesso procedimento. L’unico criterio di selezione è la docilità. Quello che è strabiliante non è tanto il fatto che già dopo una decina di generazioni le volpi fossero già molto addomesticate, quanto l’inaspettata constatazione che fosse cambiato anche il loro aspetto fisico: erano leggermente più piccole delle parenti selvatiche, non avevano più le orecchie dritte, era cambiato il colore della pelliccia e la forma della coda. Questo ci dice due cose: la prima è che non tutti i caratteri si evolvono perché sono vantaggiosi, ma semplicemente perché si evolvono insieme ad altri caratteri che lo sono. La seconda, almeno per come la vedo io, è che se queste volpi fossero vissute in un ambiente misto, avrebbero avuto sicuramente un aspetto molto meno “maschio” rispetto agli membri del branco. Insomma, sarebbero state le nerd della comitiva (per farvi un’idea, potete andare qui).

Per gli uomini può essere andata nello stesso modo? La perdita dei peli può essere una conseguenza secondaria della domesticazione? Ma addomesticati da chi? Senza tirare in ballo fantasiose teorie extra-terrestri, esistono delle ipotesi scientifiche sul fatto che l’uomo possa essersi auto-addomesticato, anche se nessuno ha ancora messo in relazione questa possibilità con la perdita dei peli. In natura abbiamo almeno un altro esempio di razza che si ritiene possa esserci autoaddomesticata: i bonobo. I bonobo sono conosciuti per essere i bonaccioni dei primati, non sono aggressivi, sono tolleranti, usano il sesso per stabilire relazioni sociali. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che all’interno della specie sia avvenuto uno processo di selezione interna, che ha portato gradualmente ad escludere gli individui più aggressivi. Certo non sono molto pelosi rispetto ad altri primati, ma comunque niente di paragonabile all’uomo, sulla cui aggressività forse ci sarebbe invece da fare qualche considerazione.

Un’altra ipotesi affascinante invece viene da un parallelo con gli oranghi di Sumatra. Spesso in una specie quando un individuo raggiunge la maturità sessuale compaiono dei caratteri secondari, che per intenderci sono quelli che a noi maschietti costringono, da quel momento in poi, a farci la barba. E’ un segno esteriore del fatto che sei pronto ad accoppiarti: hai la barba, sei pronto; non hai la barba, sei ancora un bambino (o un nerd, nella nostra ipotesi). Per gli oranghi succede la stessa cosa, raggiungono la maturità sessuale intorno ai dieci anni, e a quel punto si sviluppano la muscolatura, le guance, i peli sulle braccia e una specie di doppio mento, che magari per noi non è il massimo del sex-appeal ma per le oranghe femmine è invece un must. A Sumatra la competizione tra maschi è fortissima, visto che poi il maschio dominante ha libertà di accoppiamento e può scegliere le compagne che vuole. Il maschio dominante di solito preferisce compagne che abbiano già avuto una gravidanza e a questo punto entrano in gioco gli oranghi nerd. Dall’aspetto non completamente adulto, fuori dalla competizione per il ruolo di maschio alpha, hanno la possibilità di accoppiarsi con le femmini più giovani e inesperte, compito che il boss non vuole certo lasciare ai possibili rivali. In natura ci sono molti altri esempi di dimorfismo degli esemplari maschi: alcuni nascono “machi” e si preparano alla competizione, altri piccoli piccoli e cercano di ottenere qualche vantaggio mentre gli altri si azzuffano per decidere chi è il più maschio. Anche altre specie presentano differenti tipi di maschi: succede tra i pesci e tra gli insetti, la particolarità degli oranghi di sumatra è che in realtà questa differenziazione non avviene alla nascita, come per altre specie, ma sembra che siano gli stessi oranghi a poter prolungare, in qualche modo, la loro pubertà. In pratica alcuni oranghi scelgono di rimanere nerd.

La suggestione è forte: magari siamo una razza nerd, in cui i grossi e muscolosi esemplari pelosi si sono estinti, forse troppo impegnati a prendersi a mazzate per decidere chi fosse il più grosso e il più peloso; e ora una parte di noi ora si sta evolvendo verso un nuovo stadio di nerditudine. Naturalmente è solo una suggestione su cui non c’è nessuna evidenza scientifica e con molta probabilità i peli li abbiamo persi soltanto perché era la miglior difesa contro i pidocchi, ma il paragone funzionava molto bene per raccontare come l’evoluzione non sia una cosa così lineare come sembra: alcuni tratti si evolvono in maniera coordinata, le pressioni selettive a volte agiscono in modo bizzarro e sembrano offrire una seconda possibilità anche agli ultimi della classe, ma il punto fondamentale resta sempre lo stesso: come affermava chiaramente anche Darwin, l’individuo della specie più adatto non è automaticamente quello più grosso, più forte, più prestante fisicamente o più violento, ma quello che riesce ad avere il maggior numero di figli che arrivano all’età della riproduzione. E’ questo il vero significato del termine fitness che compare nell’origine della specie. Quindi anche essere nerd non è un fatto positivo in sé: se non vi riproducete i vostri geni andranno perduti e con loro quanto di geneticamente nerd ci possa essere in voi. L’unica consolazione in più è che se siete nerd probabilmente siete arrivati alla fine del post e adesso avete un ulteriore argomento di conversazione, a patto che siate disposti a depilarvi e troviate una femmina, o un maschio, della vostra specie interessati a Darwin.

 

 

 

 

 

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