Letterina di Natale

Letterina di Natale
08:30 , 24 dicembre 2012 0
Pubblicato in: Blog

Caro Papi Natale,

ti dispiace se ti chiamo così? Mi sembra più al passo coi tempi e dopotutto anche te torni ogni anno puntuale come un’influenza intestinale. E poi hai visto mai che, se ti chiamo così, non mi lasci anche tu una busta con duemila euro?
Ti aggiorno sulle ultime news di quest’anno: alla fine si è scoperto che la profezia maya era stata fatta da un certo Berluscoatl, un vecchio sciamano che insieme prometteva anche un milione di sacrifici umani e l’abolizione delle tasse sulle ziggurat. Fa freddo, è caduto il governo e la crisi è sempre peggiore.
Quest’anno la crisi è così grave che sono in agitazione anche i pastori del presepe e l’arcangelo Gabriele, invece dell’annunciazione, ha fatto una chiamata a carico del destinatario. Ormai l’unico prodotto italiano di successo è lo spread e i cinesi si stanno organizzando per farne una copia a prezzi economici.

Stiamo diventando così poveri che quest’anno il primo premio della Lotteria Italia sono buoni spesa alla Coop;
così poveri che i pigmei dell’Africa stanno organizzando per noi una raccolta di astucci penici usati;
così poveri che in fila alla Caritas ci sono i volontari della Caritas;
così poveri che l’IKEA ha messo le catenelle alle matitine;
così poveri che le uniche aziende che riescono a produrre qualcosa sono le fattorie di Farmville;
così poveri che la FIAT sta studiando come prossimo modello la PANDA FLINSTONES, con propulsione a pedali;
così poveri che qualcuno ha provato a vendere i propri punti neri alle coccinelle;
così poveri che i politici sono costretti a prendere le tangenti a rate;
così poveri che le spogliarelliste per risparmiare sull’abbigliamento iniziano gli spettacoli già nude;
così poveri che i pensionati si litigano le briciole di pane con i piccioni e fa un certo effetto vedere un settantenne che lotta con i piccioni sopra il davanzale di casa tua.

La crisi è così grave che la ripresa non ci sarà neanche l’anno prossimo. Ormai la ripresa è soltanto supposta, così supposta che non ti dico dove è andata a finire. In compenso sono stati annunciati nuovi tagli:
Febbraio avrà ventitré giorni e mezzo, gli altri stiamo cercando di venderli all’asta su ebay;
gli unici fondi destinati alla ricerca saranno quelli per la ricerca di altri fondi;
le pensioni saranno tagliate ulteriormente, diventeranno pensi: pensi come arrivare a fine mese con i pochi spiccioli che ti rimangono;
le province saranno abolite e cercheremo di vendere la Basilicata alla Merkel;
la Rai, per risparmiare, sostituirà i tg con delle repliche di dieci anni fa, tanto l’unica differenza è che allora Berlusconi aveva meno capelli;
su facebook potremo avere al massimo dieci amici;
l’arcobaleno apparirà in bianco e nero, e solo nelle Regioni che potranno permetterselo;
l’autostrada del Sole diventerà l’autostrada del Coperto con lievi schiarite, e sarà a una corsia e tre quarti;
la TAV sarà data in appalto a un gruppo di talpe di Reggio Emilia, sperando che scavino nella direzione giusta;
Marchionne sostituirà gli operai di Melfi con i polacchi e quelli di Mirafiori con delle scimmie ammaestrate;
noi stiamo pensando di cambiare il nome della compagnia da “Schegge di Cotone” a “Schegge di Acrilico”.

Caro Babbo Natale, pensa per un attimo come sarebbe bello se tu NON riuscissi a risolvere nemmeno uno di questi problemi, ma non ce ne fregasse niente perché noi nel frattempo siamo tutti così pieni e strafatti d’amore da poter sopportare tutto; ora sai quello che devi fare, noi cercheremo di fare il resto.
Buon Natale

Immagine in evidenza: Flickr

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