Il Ring

11:07 , 16 giugno 2011 0
Pubblicato in: Blog

Se devo ringraziare qualcuno per questi referendum, vorrei ringraziare quelli che sono andati a votare NO. Perché probabilmente lo faranno in pochi e perché è più facile stare dalla parte di chi ha vinto e io ho sempre avuto un debole per gli sconfitti.

Perché combattere, quando non hai nessun’altra alternativa, è semplice. Te lo dice il cuore che lo devi fare.

Noi non avevamo scelta, DOVEVAMO andare a votare, siamo saliti sul ring senza sapere come sarebbe andata a finire, e alla fine ce l’abbiamo fatta. Ma non avevamo un altro posto dove stare, quello era il nostro ring.

Invece quando una scelta ce l’hai la faccenda è diversa. Quando sai che molto probabilmente perderai, quando sai che non hai nessuna possibilità di farcela; e che potresti startene a casa o comodamente sdraiato al sole. Quando una scelta ce l’hai e decidi comunque di salire sul ring e farti massacrare dal tuo avversario, la faccenda è davvero diversa.

Significa che in quel ring ci credi. Significa che i tuoi compagni ti odieranno, e i tuoi nemici ti considereranno uno stupido. Perché oggi c’è chi si chiede chi sia quel cinque percento di stupidi che sono andati a votare perché volevano una centrale nucleare sotto casa e la privatizzazione degli impianti idrici.

Forse sono stupidi davvero, io penso che siano stupidi, ma hanno capito che l’unica cosa che conta è il ring. E mi chiedo quanti, di quelli che hanno votato SI e hanno inneggiato alla democrazia, al loro posto avrebbero fatto lo stesso. Quanti avrebbero preferito vincere, piuttosto che salire sul ring.

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Scritto da Roberto Caporilli

la mia biografia in poche righe.

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