Il paese che vorrei. Prima puntata

Il paese che vorrei. Prima puntata
16:35 , 21 novembre 2012 0
Pubblicato in: Blog

Giro l’Italia per lavoro da qualche anno, sono a contatto con scuole e famiglie che la stramaledetta crisi la vivono, la mangiano e la dormono ogni giorno.

Ultimamente mi sto occupando in maniera più seria anche del posto in cui passo il mio tempo quando non sono in viaggio, la mia casa, il mio comune, la mia città e facendo questo ho capito che il vero limite al cambiamento non sono i comuni che non funzionano o i soldi che mancano ma siamo noi, semplicemente ognuno di noi che mette prima di ogni decisione la propria persona, la propria famiglia, il proprio individualismo ed il proprio ritorno personale.

Oggi la prima puntata, che spero sia la prima di molte altre, è dedicata a Monica Pavesi, proprietaria di bar di Cremona che ha deciso di staccare nel suo bar le slot machine e dare una possibilità in meno ai pensionati ed ai piccoli disperati di dilapidare le briciole per una vincita che non arriva mai.

Fa scalpore una notizia così perché siamo in un paese dove anche lo stato guadagna dal gioco e se prendesse piede questo andazzo, lo stato perderebbe molti soldi, la mafia perderebbe molti soldi (visto che alcuni bar hanno le slot perchè le devono avere non perchè le vogliono) insomma a perdere i soldi sarebbero i soliti che ora li guadagnano mentre quelli che ci guadagnano sarebbero quelli che adesso i soldi li perdono.

Capovolgere lo stato delle cose è possibile basterebbe cercare di capire che nelle piccole battaglie c’è la vera piccola rivoluzione che sarà il motore per il vero cambiamento e per la formazione di quella che ormai non esiste più: una coscienza sociale.

Io ai proprietari di bar che conosco, la domanda “Perché non le stacchi anche tu?” gliela farò, e se tutti noi ci mettessimo a chiederlo….magari ne facciamo staccare altre 2…….magari…..

Qui trovate l’articolo che parla di Monica Pavesi

Immagine in evidenza: credits

 

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